A MIA MADRE

Un bottone cucito con filo sottile sugli scranni di una chiesa. Un nome e una data scolpiti con pazienza nel marmo delle mura. Pagine consumate riemerse da un passato che sembra ormai troppo lontano per essere compreso: «Eco dei racconti/ La pelle del marmo è custode  delle storie dei soldati», storie che chiedono di essere riportate alla luce, voci di ragazzi che implorano di essere ascoltate.

Collana:
Titolo: A MIA MADRE
Autore: Yvonne De Rosa
Pagine: 160
Prezzo: 35,00 €
Formato: 17x24
ISBN: 978-88-946597-7-1
Uscita: dicembre 2022
Yvonne De Rosa nasce a Napoli. Dopo aver conseguito una laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, si trasferisce a Londra, dove si dedica allo studio della fotografia conseguendo un Post Graduate Degree in Photography alla Central Saint Martins e un Master Degree in Fotogiornalismo al London College of Communication. Nel 2004 fonda, insieme altri colleghi, il collettivo 24, che oggi vanta diciotto anni di attività e mostre in luoghi nevralgici della capitale inglese. Dal 2004 ad oggi ha pubblicato due monografie fotografiche, Crazy God (Damiani Editore, 2008) e Hidden Identities, Unfinished. (Damiani Editore, 2013) ed ha esposto i propri lavori in numerose mostre tra Italia, Regno Unito e Iran. Negli ultimi anni ha collaborato a importanti progetti fotografici: Terra Mia (2016), dedicato alla terra dei fuochi e Climate Smart Evolution, curata da Hossein Farmani al COP21 (Parigi, 2021) e ha esposto i propri lavori in diversi solo show: Albania available for rent (Fotografia Europea, Reggio Emilia, 2019), Negativo 1930 (Rencontre Arles Photofestival, MroFOUNDATION, 2019), Correspondence (Hasht Cheshmeh Art Space di Kashan, Iran 2020; Spazio Arte Pisanello, Verona 2021), The workers (House of Lucy, Iran 2022) e Artemisia Gentileschi, Inquisita (Museo Diocesano, Pozzuoli 2022). Nel 2015 fonda, a Napoli, l’associazione Magazzini Fotografici di cui è tutt’oggi direttrice artistica.

Un bottone cucito con filo sottile sugli scranni di una chiesa. Un nome e una data scolpiti con pazienza nel marmo delle mura. Pagine consumate riemerse da un passato che sembra ormai troppo lontano per essere compreso: «Eco dei racconti/ La pelle del marmo è custode  delle storie dei soldati», storie che chiedono di essere riportate alla luce, voci di ragazzi che implorano di essere ascoltate.

È proprio nel tentativo di raccogliere e raccontare quelle storie che nasce A MIA MADRE di Yvonne De Rosa, una raccolta di fotografie e materiali d’archivio, un metaracconto di ciò che può significare essere un giovane soldato, lasciare gli affetti più cari, combattere la paura,  perdere la spensieratezza infantile e diventare, improvvisamente e inevitabilmente, grandi. A testimonianza di quell’innocenza perduta, un giovane soldato invoca il nome della madre, con la speranza di alleviare il proprio dolore e lenire le proprie ferite: «In ogni avversità, davanti alle più dure fatiche, anche quando mi sembrava di impazzire bastava che pronunziassi il tuo dolce nome perché riuscissi ad assuefarmi al duro destino».

L’idea di questo volume nasce tra le suggestive mura della Chiesa della Nunziatella di Napoli, al cui interno, l’eco delle vite dei giovanissimi – che tra quelle mura si sono formati – è ancora vivo. In passato, molti di questi ragazzi hanno vissuto l’esperienza della guerra. A MIA MADRE è un viaggio nella memoria che tenta di raccontare, attraverso immagini, carteggi d’epoca, diari, disegni e poesie, le storie dei giovani caduti, «quelli che inconsci ma devoti, furono ghermiti dalla fosca dea improvvisa; quelli che crudamente perirono nelle mute vigilie; quelli che animati da una sublime speranza, nell’ardore della battaglia, offrirono la vita per conquistare l’invocato destino». Tra essi c’era l’appena diciottenne Achille Balsamo che perì, per ultimo, pochi attimi prima dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale.

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