Stefano Causa racconta la musica attraverso le copertine dei dischi

Dai Beatles ai Pink Floyd, da Elton John a David Bowie. Con l’occhio dello storico dell’arte ed il cuore di un grande appassionato di musica Stefano Causa (nella foto) racconta, attraverso le storiche copertine dei dischi, alcune delle suggestioni musicali più celebri degli anni ’60, ’70 ed ’80.
Un viaggio inedito di immagini e suoni che ha dato vita al libro Dischi da correre (Roberto Nicolucci
Editore), appena uscito nelle librerie italiane e in tutti i principali store digitali.
Il volume sarà presentato, in anteprima nazionale, domani alle 18 nel salotto letterario Le Zifere nello storico palazzo napoletano De Sangro di Vietri (piazzetta Nilo, 7), sede della Casa Editrice Roberto Nicolucci. A discutere con l’autore ci saranno lo storico Eugenio Capozzi, il giornalista Federico Vacalebre e l’editore Roberto Nicolucci. Storico dell’arte moderna e contemporanea e, a tempo
guadagnato, grande appassionato di musica, con una discoteca casalinga che supera i 10mila cd, Stefano Causa, napoletano, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa, con Dischi da correre dimostra come la copertina di un disco non sia una semplice soglia da superare distrattamente. Tutt’altro.
Una copertina e un titolo azzeccati – scrive Causa – sono già metà del percorso fatto con il lettore e, in questo caso, con l’ascoltatore. Tra storia e immagini della musica, tra aneddoti ed esperienze personali di chi usa la musica anche per insegnare la storia dell’arte è venuto fuori un libro agile e svelto che come scrive nella prefazione al volume l’editore Roberto Nicolucci è dedicato ai ragazzi di oggi che hanno tutta la musica del mondo a portata di mano perché a loro soprattutto conviene  ricordare che anni fa, prima di Spotify, di musica se ne ascoltava la millesima parte, ma con molta più attenzione e soprattutto partendo dalle copertine.