Fatti per unire. Ponti nell’arte tra Messina, Roma, Genova e il fiume Kwai

Prefazione di Matteo Salvini
Edizione bilingue italiano ed inglese

Che cos’hanno in comune, Claude Monet, Woody Allen e Renzo Piano?
Cercheremo di scoprirlo sfogliando le pagine di Fatti per unire. Ponti nell’arte tra Messina, Roma, Genova e il fiume Kwai, un volume che raccoglie una selezione di ventidue immagini scelte di ponti, dai più celebri ai meno noti.

Collana:
Titolo: Fatti per unire. Ponti nell'arte tra Messina, Roma, Genova e il fiume Kwai
Autore: Roberto Nicolucci
Prezzo: 20,00 €
Pagine: 158
Formato: 20x20
ISBN: 979-12-5542-00-9-5
Uscita: settembre 2023
Roberto Nicolucci è nato a Napoli. Storico e critico d'arte, ha conseguito la laurea in Conservazione dei beni culturali (L-1), con indirizzo in Storia Moderna con una tesi dal titolo “La costruzione di una Nazione: Alfieri e lo spirito nazionale italiano”, presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove ha ottenuto il massimo dei voti con lode. Successivamente ha terminato il suo percorso di studi con lode e plauso della commissione, conseguendo la laurea magistrale in Archeologia e storia dell'arte (LM-89) sul decoratore napoletano Francesco De Mura. Attualmente, ricopre il ruolo di professore a contratto di storia dell'arte Moderna e di storia dell’arte Medioevale presso l'Università degli Studi Guglielmo Marconi, dove è anche membro del Consiglio di amministrazione. È inoltre nel Consiglio di amministrazione della società di gestione Marconi Società Benefit ar.l. Dal luglio del 2025, è membro del Comitato scientifico dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane. È consigliere presso gli uffici di diretta collaborazione del Vicepresidente del Consiglio dei ministri, Sen. Matteo Salvini. Nel 2021 ha fondato la casa editrice Roberto Nicolucci Editore. Negli ultimi anni, ha collaborato a numerose esposizioni e relativi cataloghi. Tra le sue più significative collaborazioni, possiamo ricordare: il catalogo centrato sul Caravaggio a Napoli; i cataloghi delle rassegne di Parigi e Napoli dedicate al pittore barocco napoletano Luca Giordano; e il catalogo di particolare rilevanza simbolica riguardante il trasferimento di alcuni capolavori del Museo di Capodimonte al Louvre. Ha anche redatto schede tematiche sul Caravaggio e sul Seicento per il catalogo della mostra dei capolavori di Capodimonte alla Reggia di Venaria. La sua attività scientifica è costantemente accompagnata da una vocazione per la divulgazione. Ha scritto diverse pubblicazioni di carattere scientifico sulla storia dell'arte. Inoltre, ha curato la rubrica "La Roma che non ti aspetti" per il quotidiano Il Tempo dal novembre 2019 al novembre 2023. Negli ultimi anni, si è dedicato alla promozione dei beni culturali in Italia attraverso collaborazioni con diversi giornali ed emittenti televisive. Ha diretto la creazione della Sala Museale di Storia, Arte e Cultura della Scuola Militare Nunziatella ed è membro dell'Albo d'Oro della Fondazione Nunziatella. Nel 2022 ha sponsorizzato il restauro dell'opera di Nicola Malinconico "Adamo ed Eva piangono la morte di Abele" (1690 ca.), esposto al Museo nazionale di Capodimonte di Napoli. Nello stesso anno, Forbes gli ha dedicato un articolo intitolato "La storia dell’under 30 che ha bruciato le tappe della cultura". Sempre nel 2022, ha ricevuto il premio «Alumni Praeclari» dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dedicato ai laureati dell'ateneo che hanno raggiunto posizioni professionali di eccellenza. Nel 2023, il "Giornale dell’arte" lo ha inserito nei "30 under 30" protagonisti del mondo dell’arte.

I proventi della vendita di questo volume
saranno devoluti in beneficenza alla Lega del Filo d’Oro

Che cos’hanno in comune, Claude Monet, Woody Allen e Renzo Piano? Cercheremo di scoprirlo sfogliando le pagine di Fatti per unire. Ponti nell’arte tra Messina, Roma, Genova e il fiume Kwai, un volume che raccoglie una selezione di ventidue immagini scelte di ponti, dai più celebri ai meno noti.

Il nostro sarà un viaggio a tappe – una per ogni ponte scelto – che ci porterà a spasso tra i più disparati campi dell’arte: dalla pittura all’architettura, fino alla fotografia e al cinema.

Attraverseremo idealmente i ventidue ponti selezionati da Roberto Nicolucci che, nell’introduzione, così descrive il progetto: “Quella che segue è una minima antologia, rigorosamente non annotata, delle migliaia di immagini di ponti antichi e moderni sparsi nel mondo, ottenuta facendo cortocircuitare architettura, cinema, fotografia e pittura”.

Il tour ideato da Nicolucci ci permetterà di muoverci nello spazio, ma anche nel tempo perché l’antologia “si snoda lungo duemila anni: dal ponte di barche dei primi rocchi della Colonna Traiana fino all’ultimo ponte, gravido di memoria e speranza: il viadotto Genova San Giorgio, sorto dalle circostanze più rovinose della nostra storia recente”. Ma è verso la metà del volume che l’apparizione dei ponti della contea degli Hobbit e de Il Signore degli Anelli, inventati dalla penna di Tolkien, consente di allungare il cammino, e lo sguardo, verso mondi paralleli e fantastici.

Avremo, poi, dei compagni di viaggio d’eccezione: i già citati Claude Monet, Woody Allen e Renzo Piano, ma anche – tra gli altri – Domenico Ghirlandaio, Salvator Rosa, Vincent Van Gogh, David Lean e Santiago Calatrava.

L’idea di creare un’antologia intorno al “ponte” e alle sue diverse declinazioni, nasce anche, e soprattutto, dalla volontà di riscoprire quello che i ponti hanno ancora da dire. I ponti inseriti nell’antologia, infatti, sono estremamente diversi tra loro: il ponte di barche della Colonna Traiana, scolpito nel marmo, il ponte di vetro progettato da Santiago Calatrava per la città di Venezia, il ponte di Brooklyn e, ancora, il celebre Ponte Milvio.

Eppure, queste complesse opere artistiche e ingegneristiche, ci consegnano, veicolandolo attraverso la bellezza, tutte lo stesso messaggio. Nella prefazione, che si avvale della penna del Ministro delle infrastrutture e dei trasposti Matteo Salvini, si legge infatti: “Ponte come sinonimo di unione. Abbraccio. Concorso di genti diverse. Luogo di scambio. Ghiotta occasione di racconto”.

E così, il vetro del ponte di Calatrava, il marmo della Colonna Traiana, gli intrecci d’acciaio del ponte di Brooklyn diventano le lettere di un alfabeto che si fa linguaggio e si condensa nelle parole che Renzo Piano ha pronunciato in occasione dell’inaugurazione, nell’agosto 2020, del nuovo Ponte Morandi: “Un ponte fa esattamente il mestiere opposto a quello che fa un muro”.

Ma se il mestiere di un muro è quello di dividere, il mestiere di un ponte è, di conseguenza, quello di unire, di favorire l’incontro: un ponte si attraversa, un ponte si ammira, un ponte salda un tratto di mare stringendo in un abbraccio due regioni di uno stesso Paese. Da un ponte, infine, si contempla il mondo e si osserva la vita (e anche per questo sono amici dei ponti non solo ingegneri, urbanisti e architetti ma anche i grandi romanzieri, i registi e gli storici d’arte).

E allora è proprio questo il messaggio che, dall’antica Roma ai nostri giorni, continua a risuonare sotto gli archi dei ponti, tra i cavi d’acciaio e le lastre di vetro e che Roberto Nicolucci, con il patrocinio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha avuto l’intuizione di riportarci alla mente, racchiudendolo in questo volume: “I ponti bisognerebbe costruirli. Farne ancora tanti”.

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