In «Dischi da correre» copertine-culto secondo Causa

In «Dischi da correre» copertine-culto secondo Causa

D i libri del genere, che narrano la storia del rock e del costume attraverso le copertine dei dischi, ne sono stati pubblicati tantissimi e in tutto il mondo ma Dischi da correre (Roberto Nicolucci Editore) scritto da Stefano Causa ha una particolarità: si differenzia per coraggio e originalità. Un volume coraggioso e non scontato perché non include la «copertina delle copertina», quella di Sgt
Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, realizzata da Jann Hawort e Peter Blake (nel libro, dei fab four troviamo quella di Rubber Soul di Robert Freeman e di Revolver di Klaus Voormann) e quella della «banana gialla» di Andy Warhol realizzata per i Velvet Underground.

Dischi da correre e anche un libro originale perché ad ogni capitolo e collegata una copertina (o viceversa) che diventa emblema e icona di un’epoca. Stefano Causa, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, racconta, attraverso alcune storiche copertine di album, alcune delle suggestioni musicali più celebri e celebrate degli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta.
Il volume viene presentato, in anteprima nazionale, oggi alle ore 18 nel Salotto Letterario Le Zifere nel palazzo De Sangro di Vietri (Piazzetta Nilo, 7), sede della casa editrice Roberto Nicolucci.